02/10/2026
L’epidemia silente delle malattie cardiovascolari e la necessità di un Piano Nazionale
Circa 9 milioni di italiani convivono con una malattia cardiovascolare e, nel 2023, le malattie del sistema circolatorio hanno causato circa 206 mila decessi. Il loro impatto, però, non è soltanto sanitario: il costo complessivo associato alle malattie cardiovascolari in Italia è stato stimato in 42 miliardi di euro nel 2021.
Tuttavia, una parte importante di questo burden può essere prevenuta: In Italia tre decessi cardiovascolari su quattro sono attribuibili a fattori di rischio e risultano quindi in larga parte evitabili. Inoltre, Il 98% degli adulti presenta almeno un fattore di rischio cardiovascolare noto. Tra i più diffusi rientrano l’alimentazione scorretta, l’inattività fisica, l’eccesso ponderale, il fumo, l’ipertensione e l’ipercolesterolemia.
Già nel 2021 TEHA, attraverso la sua piattaforma Meridiano Cardio, si era fatta portavoce di questi temi, sottolineando l’importanza per il Paese di dotarsi di un Piano Nazionale Cardio e Cerebrovascolare e identificando obiettivi e linee di intervento.
Negli anni la comunità medico-scientifica e non ultima la politica, anche grazie al crescente impegno dell'Intergruppo Parlamentare per le Malattie Cardio, Cerebro e Vascolari, ha condiviso sempre più questa esigenza. Un’esigenza che non è più rinviabile, come ulteriormente evidenziato dal lancio, a dicembre 2025, del Safe Hearts Plan, il primo piano europeo interamente dedicato alle patologie cardiovascolari, che incoraggia gli stati Membri a dotarsi di una propria strategia entro il 2027.
Il Piano, che fissa l’obiettivo generale di ridurre del 25% la mortalità cardiovascolare prematura entro il 2035, si fonda su tre pilastri strettamente connessi: prevenzione, diagnosi precoce e screening, trattamento e cura. La strategia riconosce inoltre esplicitamente la necessità di intervenire sulle disuguaglianze tra Paesi e territori, ma anche sui divari socioeconomici e di genere, assicurando un accesso più equo alla prevenzione, alla diagnosi e alle cure.
Per l’Italia, che non ha ancora formalizzato un Piano Nazionale dedicato, il Safe Hearts Plan rappresenta insieme una scadenza e un’opportunità.
La definizione di una strategia nazionale dovrà partire da alcune priorità: promuovere una più diffusa cultura della salute cardiovascolare e della prevenzione, attraverso programmi strutturati di sensibilizzazione, educazione e coinvolgimento attivo della popolazione, oltre che attraverso la prevenzione vaccinale; introdurre un programma nazionale di screening organizzato e gratuito, in grado di individuare precocemente le persone a rischio, ma anche garantire l'effettiva e uniforme applicazione dei controlli già previsti per favorire la diagnosi precoce dei soggetti più giovani ad elevato rischio cardiovascolare; garantire un accesso tempestivo ed equo a percorsi integrati di diagnosi, trattamento e presa in carico, consentendo continuità assistenziale lungo tutti i percorsi di cura.
In attesa di un Piano Nazionale, la prossima Legge di Bilancio rappresenta un’opportunità concreta per destinare risorse all’avvio di un programma nazionale di screening cardio-nefro-metabolico.

